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1 febbraio 2006

Rapina-Tapina

Di nuovo in rosso.
Che scandalo, non riuscirò mai a chiudere il mio conto in banca.
La prossima volta, i soldi, li metto sotto il materasso, e guai a chi mi dice qualcosa.
Accreditatemi lo stipendio al sig. Permaflex, grazie.
L'incubo si ripropone ogni mese: non ricordo neanche quando è stata l'ultima volta che ho aperto un estratto conto, la busta finisce direttamente nel cestino ( "se non vedo non so" è la mia filosofia, speculare al "se non vedo non credo").
Quanto al passare davanti alla sede della banca non se ne parla proprio, preferisco fare giri tortuosi, passare da stradine non derattizzate e puzzolenti di piscio.
E se rischio di venire rapinata chi se ne frega, almeno in questo caso posso sporgere denuncia.
Dalla banca, invece, chi mi difende?.
A volte pubblicizzano conti senza spese di gestione, in cui non paghi le operazioni e neanche per l'eventuale chiusura...naaaa! Non ci credo, è come Dio: alcuni ci credono ma senza averlo mai visto.
I soldi in banca sono come le supposte: ce li hai in mano e un attimo dopo...




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27 gennaio 2006

Cielo a pecorina...

Lo so che parlare del tempo è da vecchietti alla bocciofila, ma qui in ufficio ho un'enorme finestra che lascia scoperta una porzione di cielo totalmente bianco.
Quello che si suol dire: un cielo a neve.
Se Dio vuole, però, qui non ha nevicato ancora e non credo che lo farà, almeno spero.
La neve non mi diverte più da molti anni, tranne che per una cosa: l'Arno, imbiancato, infreddolito.
Tutti i giorni dell'anno noi lo guardiamo passare, sempre uguale eppure diverso, quando nevica, invece, lui si ferma a guardar passare noi.
Pallido come un anziano anemico!.
Il laghetto della fortezza da basso si ghiaccia e io mi ripopongo il solito, vecchio dilemma alla Holden Caulfield.
Ancora insoluto e così dev'essere.
Tempesto le persone care con telefonate del tipo: "dove sei?", "Non prendere la macchina", "sei arrivato bene?" " copriti, non prendere freddo".
Con l'aggiunta dei soliti discorsi da bar: " ...perchè questa città non è attrezzata per la neve, nemmeno il sale hanno fatto spargere, accidenti al sindaco! ".
E i giapponesi al piazzale Michelangelo a fare foto al panorama imbiancato, stretti nei loro orridi piumini.
E mentre tutto ciò accade io continuo a scapicollarmi da una parte all'altra della città sulla mia ridicola biciclettina rosa.
Dovrò decidermi a comprare dei pneumatici da neve se il cielo rimane così bianco...




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26 gennaio 2006

il mondo visto da qui

Non sopporto più di starmene rovesciata a guradarmi l'ombelico.
Scrivere un blog è un po' questo, ma va anche bene.
Tanto scrivo più che altro a me stessa, o almeno alla parte di me che ho perso, sicuramente alla parte di me che vorrei conoscere meglio.
Odio tutti i miei dualismi, le mie indecisioni, le mie incoerenze e le mie certezze.
Abito in una città fantasma che cerco di ripopolare ogni giorno, poi la notte dormo e mi lascio cullare in sogni così densi che si potrebbero tagliare.
Quando mi risveglio, però, non c'è di nuovo più niente e nessuno.
A volte non ci sono neanch'io.
L'adolescenza è il medio evo della vita, dico io, bah, questa fase non la chiamerei proprio "rinascimento"!.

Ricordo una volta, durante uno stage, partecipai ad un'improvvisazione teatrale: alcuni dovevano essere onde e altri spiaggia.
Ecco: così mi sento: in quell'occasione fui spiaggia e spiaggia sono ancora e tutti i giorni vivo la mia lotta per non farmi portar via dalla risacca.




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24 gennaio 2006

Senza motivo

Scrivo solo perchè non ho più voglia di vedermi sotto il naso il post precedente tutte le volte che apro.
Magari non è un buon motivo, ma tant'è...




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24 gennaio 2006

Ciao !

Piccolina mia.
Oggi stai male e forse è il tuo ultimo giorno, vorrei essere lì, accanto a te, come ti promisi tanto tempo fa, e invece sono al lavoro, bloccata dietro una scrivania.
Non so perchè, ma pare che io non possa telefonare in ufficio e dire: " Oggi non vengo, la mia gatta di 21 anni sta morendo e io voglio starle accanto".
Non so perchè, ma non si fa.
Ieri notte ho anche pregato per te, anche questa è una cosa che dicono non si debba fare, perchè gli animali un'anima non ce l'hanno.
Beh, un'anima io ce l'ho e non prego quasi mai per chiedere qualcosa, credo di essermi guadagnata il diritto di fare una richiesta, una sola, piccola: farti vivere ancora.
Non so cosa mi aspetto, hai 21 anni, hai avuto una vita decisamente lunga. Non credo che valga nemmeno la pena portarti da un veterinario, ho paura che mi direbbe di sopprimerti.
Pensa un po', sono a favore dell'eutanasia per gli esseri umani e non riesco a metterla in pratica su un gatto.
Perchè sei più della mia gatta, sei quasi una sorella, avevo poco più di sei anni quando sei arrivata da noi.
E adesso sei mezza cieca, hai cambiato voce, hai tutto il pelo ammazzettato e fai la pipì da qualsiasi parte tranne che nella cassetta.
Ma io ti amo e voglio che tu rimanga con me, perchè sono egoista e forse per te sarebbe meglio andartene serenamente.
Comunque aspettami, aspetta almeno la fine di questa mattinata, so che mi aspetterai




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23 gennaio 2006

Lo cantava anche Vasco

E se le settimane cominciassero di martedì?
Odierei il martedì ? Non credo, ha un suono più eufonico e io sono sempre stata attratta più dai suoni che dai contenuti.
Tutte le parole con l'accento hanno un che di instabile, qualcosa che si regge in piedi per miracolo: così tutti i giorni lavorativi della settimana hanno l'accento ( se lavorate anche il sabato mi dispiace per voi).
Così Gesù, che era mortale, uomo, quindi instabile, incerto, a differenza di Cristo ( un po' forzato?).
Lo pensavo anche dell'università, altra parola con l'accento, altra cosa che un giorno finirà.
Università, precarietà...tutto accentato.
Non per niente il futuro è il verbo con l'accento, cosa c'è di più incerto del futuro.
Le cose belle della vita non hanno l'accento, non ne hanno bisogno, bastano a se stesse, senza  inutili fronzoli.
Sono pronta a ricredermi se mi trovate una parola con l'accento che vada contro al mio teorema.




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20 gennaio 2006

Incovercio

Ho lavato i vetri da fuori per poter vedere meglio l'interno




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20 gennaio 2006

Manca il toner

Con la carta carbone riscrivo il mio passato.
Forse è per questo che dopo mi ritrovo le dita sporche d'inchiostro.
Le strofino, le lavo, più e più volte ma le macchie non vanno via.
Ogni uomo che mi ha avuta è un uomo in più che non ho avuto.
Ogni volta che ho fatto l'amore è una volta in meno nella mia vita.
Tutto questo è passato, lo so, ma allora com'è che le mie mani sono ancora sporche?.
"teatravo" una volta, adesso non lo faccio quasi più, ho quasi dimenticato l'odore del palcoscenico, ma allora perchè le mie mani sono ancora sporche della sua polvere? Del gesso delle scarpe da punta, dei pennarelli delle elementari, del sangue dei nemici, della sabbia del mare ?.
Voglio vivere per sempre nella canicola di un primo pomeriggio d'agosto.




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20 gennaio 2006

Religione

Se il mio corpo è il mio tempio, scelgo di bestemmiare in chiesa




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19 gennaio 2006

Gnam Gnam

Mangiare è l'unica cosa che, noi privilegiati, siamo sicuri di fare durante il giorno.
Ti alzi la mattina e tutto è un'incognita, tranne una cosa: anche oggi, come sempre, mangerai.
E poi ci si chiede perchè in tanti soffrono di disturbi dell'alimentazione.
Se devo prendermela con qualcuno o con qualcosa, io, scelgo di buttarmi sulle certezze.
Ormai mi diverto solo nei supermercati: meglio del sesso per me !




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